Gnomo

Ciao Gnomo, quando e come hai iniziato a disegnare su muro?

Mi ricordo che frequentavo le medie e giravo in sk8 con alcuni compagni. Compravamo riviste del settore come ‘Skate’, oppure ‘skateboard XXX magazine’, che pubblicavano, tra foto di tricks e reportage, immagini di graffiti e articoli su gruppi hip hop, metal o punk.
Questo è stato proprio il primo approccio, nel 93 94, ma fare writing era ancora una cosa sporadica.
Ho iniziato a dipingere seriamente nel 96/97 quando iniziava a girare tra le mani ‘Aelle’ e da lì mi sono sempre più appassionato al writing e all’hip hop.

Cosa contraddistingueva quello che facevi? Come si è evoluto il tuo stile col tempo?

Il 96 fu un anno importante perchè organizzarono lo Shake a Pontoglio, ai nostri occhi un mega evento! Una jam come quelle che si organizzavano una volta con writers da tutta Italia, oltre a mcs e breakers. Allora conoscemmo altri ragazzi che disegnavano nella zona dove stavamo noi, un paesino disperso nella bassa tra Bergamo e Brescia,
cosi l’anno successivo fondammo la 2B, nel 97.
In quel periodo frequentavamo le superiori a Bergamo e sull’autobus incontrammo un ragazzo che vestiva un po’ largo e aveva qualche tag sullo zaino. Ci conoscemmo e fu un colpo di fortuna perchè lui ci portava le storiche Montana direttamente da Paderno (una svolta gli spray si compravano in colorificio). Ovviamente poter disegnare con spray buoni e più economici è stata una svolta per me e con gli anni ho sviluppato uno stile che ha caratterizzato la mia produzione per un buon periodo, intorno al 2000. Poi più avanti ho cambiato tag più volte e mi son sentito libero
di variare stile e forme

Hai qualche ricordo dei primi anni in cui disegnavi? Come si passava il tempo?

Bel periodo, si pensava solo a pittare e ascoltare Rap, ma anche punk e altro. Noi siamo stati una crew molto legata e eravamo sempre in giro insieme, frequentavamo Jam oppure serate e concerti. Ricordo la mega serata dei Public Enemy al Leoncavallo e la fitta nebbia che ci accompagnò per tutto il ritorno a casa, se penso ai km che si facevano… Come quando si andava in ‘trasferta’ a disegnare e si stava fuori tutta notte per portare a casa un buon pannello e una foto.
Adoravo le serate o gli eventi che organizzavano in quegli anni, l’atmosfera che c’era all Indian
cafè a Milano durante i concerti, l’ hip hop village del 97 oppure le piccole Jam che organizzavamo tra di noi. Tutti ricordi indelebili

Cosa fai ora? Riesci ancora a portare avanti il tuo percorso artistico?

Pur continuando a seguire la scena, oggi non mi considero più un writer. Ho fatto un paio di pezzi da quando è scoppiata questa pandemia, quindi non porto più avanti il mio nome, quello della crew e mi sento un po’ ‘fuori’.
Certo se passa un treno mi soffermo a osservare i pannelli, le crew più attive e quant’altro, è quasi istintivo.
Oltre a questo il writing mi ha lasciato la necessità di creare qualcosa per me stesso, perciò da qualche anno mi diverto a scattare qualche foto. È una roba che prendo molto alla leggera, ma che mi aiuta a capire quanto sia complicato apprendere una tecnica, dal dipingere al rappare ecc. , qualsiasi forma d arte e espressione.
Avvicinandomi a questo mondo a volte mi sento come a 15 anni, quando osservavo affascinato ragazzi più esperti dipingere, ammiravo le loro foto, le loro bozze, e desideravo raggiungere quel livello

Qualche aneddoto curioso / divertente dei vecchi tempi?

Ricordo la prima ‘fuga’ in stazione senza una scarpa. La corsa con un piede scalzo e i dolori alla pianta e al tallone il giorno dopo.
Poi, non avendo la patente all’inizio, andavamo a disegnare in autostop la sera. Avevamo zaini pieni di spray e giacche sporche quindi chi ti caricava in auto a volte aveva il sospetto di quello che facevamo.
Una sera ci carica un tizio e ovviamente sente rumore di bombolette vuote, allora si ferma e ci chiede un colore per scrivere qualcosa, non ricordo bene cosa, ma di fatto ci troviamo fermi con le 4 frecce e ‘sto tipo che scarabocchia a caso un cartello stradale

Vuoi salutare qualcuno?  

Un saluto a tutta la mia crew e a tutti quelli che abbiamo frequentato nel corso degli anni e con cui abbiamo condiviso serate, murate, trasferte, fughe e tante altre storie.

Ottobre 2021


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